Il mio ragù

Il “mio” ragù, perchè è quello che ho sempre mangiato a casa mia. Quello che fa mia nonna, quello che fa mia madre e quello che faccio io.

Non è il ragù con la carne tritata, che ho sempre visto solo nei barattoli dei supermercati o nelle mense (ultimamente l’ho mangiato anche a Bologna, che è tutto un’altra cosa…), e non è quello napoletano.

La carne è cotta a pezzi interi, essenzialmente di maiale (ma ci si può unire anche quella di manzo e in quel caso la si può cuocere a parte nelle prime fasi e sfumare con del vino bianco, prima di aggiungerla al resto) e poi è servita come secondo.

Non vi dò le dosi precise perchè non ho mai pesato niente e penso si possa andare tranquillamente ad occhio, calcolando circa 3 pezzi di carne (uno per ogni tipo) a testa.

Ingredienti:

  • costolette di maiale
  • salsiccia (per noi esiste solo quella di Monte San Biagio – ne ho parlato qui – assaggiare per credere)
  • bocconcini grossi di maiale
  • passata di pomodoro
  • cipolla, sale e olio q.b.

Fare un soffritto con la cipolla in olio extravergine d’oliva e farla imbiondire bene bene.
Aggiugere la carne e rosolare, bucherellando la salsiccia per far uscire il grasso. Quando la carne è colorita esternamente, aggiungere della passata di pomodoro (meglio la tipologia “rustica”) e regolare di sale.

Lasciar cuocere a fiamma non alta per due-tre ore, aggiungendo, se necessario, un pochino d’acqua (pochissima) durante la cottura se il sugo sta restringendo troppo.

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Io con questo sugo ieri ci ho condito della pasta che il mio amico Simone mi aveva portato dall’Umbria qualche mese fa  (le ciriole, pasta lunga di grano duro a sezione quadrata) e che era rimasta da parte per essere preparata con qualche condimento tipico umbro. Non avendo trovato nessuna ricetta particolare, alla fine mi sono decisa a condirla col ragù. Il risultato è stato ottimo 🙂
Se qualcuno di voi sa suggerirmi un condimento di quelle parti, apprezzo moltissimo! Così la prossima volta provo a farlo…
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Infine, ci siamo proprio trattati bene ieri io e Ale, abbiamo innaffiato il tutto con un vino comprato a Madrid lo scorso marzo (il diario di viaggio: qui) e pagato sui 18 €.
Siamo di quelli che aspettano le occasioni speciali per aprire le bottiglie “buone”, ma è sbagliato e magari aspetti aspetti e si rovina il vino.
Questa bottiglia è (sarebbe meglio dire era, visto che ne è rimasto pochissimo) un rosso Lan Rioja Reserva 2001 al clou del suo invecchiamento (raggiunge il massimo delle sue qualità tra i 4 e i 10 anni, poi inzia a perderle).
Non sono un’esperta e non so descrivervi niente di più. So solo che era davvero buonissimo e che nonostante avesse 13 gradi non mi ha dato nessun fastidio. Il retrogusto poi era fantastico e sulla carne al ragù ci stava da favola.
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Il mio ragùultima modifica: 2009-03-01T12:11:00+01:00da il_cercat0re
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